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Incomprensioni

 

Non riesco proprio a capirla questa strana società italiana. Il festival di San Remo ne rappresenta uno spaccato interessante. Ieri sera la gente ha acclamato l’intervento di Benigni sull’amore, etero o omosessuale senza distinzioni, e dopo poco tempo, ha applaudito Povia e contestato Grillini. Mentre sto scrivendo si sta esaltando per la P.F.M. che omaggia De Andrè.

L’hanno convinta che Benigni sia un mostro sacro e quindi accetta supinamente tutto quello che dice perché è un grande intellettuale, e ride alle battute perfide su Berlusconi. C’è la standing ovation per gli attacchi al premier, quello stesso premier che viene adorato per il suo carisma. Anche De Andrè viene commemorato come uno dei più grandi musicisti e poeti italiani, e giù applausi anche se quello che scrive non è proprio in linea con le idee della maggioranza. Non si possono battere le mani al ritmo de “il pescatore” e nello stesso tempo condividere posizioni intransigenti che inneggiano alla tolleranza zero contro i diversi da noi.

Questa confusione mi confonde e mi deprime. Potrei pensare di organizzare il funerale per la morte dello spirito critico, ma credo che ci abbia già abbandonati da molto tempo.

De André, "Il testamento di Tito"

Pubblicato il 18/2/2009 alle 23.44 nella rubrica Diario.

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