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metafore

Vedete com'è strana la vita.
Uno sta li che passeggia tranquillo in un giardino e viene attaccato da un branco di lupi.


Erano in agguato, pronti ad azzannarti alla gola: con il loro ringhio basso e gutturale prima terrorizzano la preda al punto da impedile ogni movimento, e poi affondano i loro canini nelle sue carni presi dall'euforia della caccia e dall'odore del sangue e della paura.


Sono animali indomabili, il loro istinto selvaggio non consente altra soluzione che l'eliminazione.  La preda usa tutta la sua astuzia e intelligenza per stanarli, li aspetta con i fucili in mano mentre loro, forti del solo coraggio, la caricano frontalmente non avendo la possibilità di comprendere che l'esito della battaglia è già stabilito dalla potenza di fuoco dell'avversario.



Tuttavia ci dovremmo chiedere perchè un branco di lupi è costretto a nascondersi dietro le colonne di un porticato all'interno di un palazzo storico.
Ci dovremmo chiedere perchè dovremmo obbligarli ad una convivenza innaturale cercando di domarli e di addomesticarli umiliandoli




La conquista di spazi, territori, foreste, non ci autorizza a ritenere che essi accetteranno di essere privati del loro mondo senza reagire solo per una nostra presunta superiorità di razza o per qualunque altra sorta di privilegio divino. E se il rispetto per la loro cultura ci sembra pericoloso, forse dovremmo solo cercare di imparare i loro segnali e rispettare la loro fierezza.






Pubblicato il 7/1/2009 alle 20.3 nella rubrica Cultura.

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