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Alle fronde dei salici

Lo so, probabilmente sono versi troppo violenti, l’associazione è audace, ma da quando ho avuto notizia delle sentenza sulla Diaz mi frullano in testa.

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

 

Probabilmente sono una malfidente (termine efestiano derivante dall’unione di malfidato e diffidente) ma non riesco a credere che gli esecutori abbiano agito all’insaputa dei vertici. 

Da parte mia, dedico alle vittime di Genova questa canzone di Guccini (Piazza Alimonda). E non spero più nella verità.

Pubblicato il 14/11/2008 alle 21.32 nella rubrica Poesia.

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