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I Giudici ci riprovano …. e il Lodo Alfano finisce sul tavolo della Corte Costituzionale

Il pubblico ministero milanese Fabio De Pasquale ha sollevato l'eccezione di costituzionalità per il Lodo Alfano. Il processo in questione è quello sui diritti tv di Mediaset che vede tra i suoi imputati il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Proprio in virtù della carica attualmente ricoperta da Berlusconi, tutt'ora azionista di Mediaset con il 40,18% circa del capitale, il provvedimento entrato i vigore dal 26 luglio bloccherebbe il processo a suo carico. Il cosiddetto lodo Alfano tutela infatti le più alte cariche dello Stato da eventuali procedimenti. Con questo atto il pm De Pasqaule chiede di fatto alla Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale e quindi nulla proprio questa norma e di sospendere in attesa di un giudizio della Corte Suprema il processo al premier e ad altri 11 imputati. [GD - www.lastampa.it]

Il Lodo Alfano doveva essere introdotto nel nostro ordinamento con una legge costituzionale e non con una ordinaria, come avvenuto. E' questa la ragione fondamentale per cui i giudici di Milano hanno deciso di inviare alla Corte Costituzionale gli atti del processo sui presunti fondi neri di Mediaset. "Emerge - scrivono nell'ordinanza - con tranquillizzante evidenza che disposizioni normative riguardanti le prerogative, l'attivita' e quant'altro di organi costituzionali richiedono il procedimento di revisione costituzionale. E cio' in quanto la circostanza che l'attivita' di detti organi sia disciplinata tramite la previsione di un'ipotesi di sospensione del processo penale non esclude che in realta' essa riguardi non gia' il regolare funzionamento del processo, bensi' le prerogative di organi costituzionali e comunque materie gia' riservate dal legislatore costituente alla Costituzione". Inoltre, i giudici osservano che "l'intervento legislativo incide su plurimi ulteriori interessi di rango costituzionale quali la ragionevole durata del processo e l'obbligatorieta' dell'azione penale, per cui il loro bilanciamento deve necessariamente avvenire con norma costituzionale". Nella loro motivazione, i giudici si sono in piu' passaggi richiamati alla sentenza con la quale nel gennaio del 2004 la Corte Costituzionale boccio' il Lodo Schifani-Maccanico. I rilievi che i giudici costituzionali mossero, in quell'occasione, al Lodo Schifani-Maccanico non sarebbero stati superati nel Lodo Alfano. [ www.repubblica .it]

Di Pietro dichiara che il lodo Alfano non è solo anticostituzionale ma anche immorale e quindi, pur augurandosi l’intervento della Corte Costituzionale, prosegue la raccolta di firme per il referendum abrogativo. Stefano Ceccanti del PD è contrario al referendum perché è convinto che la legge sarà dichiarata incostituzionale dalla Corte …. Mai prendere posizione netta, potrebbe essere scomodo….

Ovviamente Niccolò Ghedini – difensore di Berlusconi – non può che ritenere tale decisione sbagliata perché si ribella a quanto ha già disposto la Consulta” [ AGI –Milano 26 set -]. In realtà se il nostro ordinamento giuridico prevede la possibilità di sollevare la questione di costituzionalità vuol dire che il legislatore può sbagliare, ma Ghedini si appella ad una sorta di dogma di infallibilità del Parlamento (presumo si riferisse a questo).

Ora non ci resta che attendere la decisione della Corte Costituzionale. Se anche il Lodo Alfano dovesse essere cassato, così come il Lodo Schifani, sicuramente prima di approvare il terzo lodo si dovranno prendere seri provvedimenti nei confronti di un organo ormai obsoleto che attacca il Governo e il Premier costringendolo a sprecare il suo tempo con gli avvocati invece di poterlo dedicare alla cura di se stesso ristorandosi nel centro benessere di Marc Messeguè.


Pubblicato il 26/9/2008 alle 23.44 nella rubrica Politica.

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