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Sursum corda


Diario


30 gennaio 2009

Fenomenologia delle ghiande



Di vizi ne ho tanti, e uno tra gli altri: ogni tanto parto!!!
Lascio un indizio: c'è Scrat con il ghiaccio, il freddo, la neve...
anche io, come lui cerco di ritrovare la ghianda e di portarla in salvo, ogni occasione può essere buona. Ci rivediamo tra un po' e se dovessi scivolare farò come lui, mi aggrapperò con i denti !!!!







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28 gennaio 2009

Indifferenza

Ci sono sere in cui torni a casa così stanca che non hai neanche la forza di pensare. Vorresti avere ancora un guizzo di lucidità per un'ultima idea da condividere con gli amici qui sul blog prima di crollare in catalessi, che quando sei così distrutta neanche si riesce a dormire. Ma il cervello si rifuta di assisterti e si trasforma in una sostanza gelatinosa incapace di trasmettere qualsiasi tipo di impulso. Le dita si muovono sulla tastiera in modo automatico, le parole si formano, ma non chiedetemi se hanno un senso. Probabilmene lo scoprirò domani quando le rileggerò.
Cercavo una foto da inserire, ma ho commesso l'errore di andarla a cecare nei vecchi file, e così mi sono persa in un'altra vita, la mia? Non ricordo ... o forse ancora troppo bene.
Non so se questo staccare i contatti e galleggiare sia un modo per non sentire, una forma di autodifesa. Ma non mi piace. Perchè se è vero che non consente ad alcun tipo di sofferenza di affacciarsi alla mia coscienza, è altrettanto certo che mi rende indifferente. E ogni attimo perso in questo limbo è uno spreco irrecuperabile.




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24 gennaio 2009

"Il badante di Che Guevara"



Non sono capace di fare le recensioni e non ho intenzione di provarci. Non sono un critico letterario, non ne ho le competenze e neanche il linguaggio forbito e volutamente presuntuoso.
Però vorrei scrivere di questo libro, perchè non ne vedrete mai la pubblicità, non sarà esposto in libreria tra le novità (è appena uscito ma una nota libreria del centro ne aveva solo 2 copie ben nascoste), è edito da una casa editrice minore e insomma, ha tutti i presupposti per passare sotto silenzio.
Ho saputo un paio di mesi fa che sarebbe uscito e l'ho comprato a scatola chiusa. E' stato un atto di fiducia che si riserva alle persone che stimi. Di Mario Castelnuovo seguo i passi da 26 anni, da quando nel 1982 salì sul palcoscenico di Sanremo con la sua "sette fili di canapa". Allora mi stordì con le sue parole e la sua bellezza, con il suo modo di alzare il sopracciglio per accompagnare e sottolinerare l'emozione che stava raccontando, con la sua voce accattivante.
Non avrei potuto non seguirlo anche nella sua prova di esordio come scrittore.
Questo libro l'ho letto di getto, che ora devo rileggerlo perchè merita di essere rielaborato.
Non c'è nulla di scontato, lo stile, la trama, il finale.
C'è la nostalgia dei vecchi e l'irruenza dei giovani, i sogni sconfitti, la rabbia, la delusione, la dolcezza e l'amarezza dei ricordi, gli amori e le passioni. Ci sono i rimpianti e i gesti di eroismo. E' c'è poesia...

"Ti giri e sulla strada, oltre la finestra, intravedi il ragazzo che sei stato, e ti verrebbe di allungare una mano e fargli una carezza" (pag. 30)

Non dovremmo aspettare di diventare vecchi per avere consapevolezza della nostra vita.


22 gennaio 2009

AAA.... AFFITTASI GUANTANAMO

Il carcere per presunti terroristi aperto dall’amministrazione Bush nel 2002 nella base americana di Guantanamo dovrà essere chiuso entro un anno e i detenuti dovranno essere trasferiti altrove. Obama non ha perso tempo: l’ordine esecutivo è stato firmato immediatamente. Il nuovo corso della politica americana che rinnega la violazione dei diritti fondamentali della persona basata su una presunta tutela della sicurezza della nazione è stato decisamente avviato.

La struttura, attrezzata per le più feroci torture, sarà dismessa.

Ovviamente il mondo intero si chiede come sia possibile accettare che un carcere di massima sicurezza come questo, dotato di tutte le misure all’avanguardia per impedire la fuga dei detenuti, che è stato finanziato da denaro pubblico versato dai contribuenti, vada in rovina senza poter essere riutilizzato in altro modo.

In Italia, si sa, la fantasia non manca. Pare che si stia facendo strada la proposta di prendere in affitto la struttura da utilizzare come luogo di riflessione per impiegati pubblici assenteisti. Non è chiaro chi abbia avanzato l’iniziativa, tuttavia sembra che la dichiarazione sia stata fatta da un non meglio identificato esponente politico della maggioranza intervistato durante un soggiorno di lavoro in una città europea.

Immediatamente il dibattito politico si è fatto serrato. La maggioranza sostiene il suo esponente dichiarando che in questo modo ci sarà un notevole risparmio sul costo del personale pubblico, e forse sarà possibile pensare ad 1 milione di posti di lavoro precari per sostituire i fannulloni nel periodo in cui saranno inviati a riflettere. L’opposizione ritiene che tale provvedimento non sia risolutivo in quanto la spesa derivante dal mantenimento della struttura e dei suoi ospiti comporterà lo sforamento dei parametri di Maastricht.

Voci assolutamente non confermate  affermano che nei prossimi giorni il Governo emanerà un ennesimo decreto legge che sarà poi presentato in parlamento (così facciamo finta che serva a qualcosa) per essere votato con la fiducia.




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21 gennaio 2009

Domande senza risposta





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16 gennaio 2009

Io dico BASTA!




Per tutte le vittime innocenti, da qualsiasi parte stiano, e per quel poco di umanità che è ancora rimasta tra i popoli che si dicono civili.



'Uomo del mio tempo' 


Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo





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13 gennaio 2009

Nostalgie



Non avrei mai creduto, ai tempi, di provare nostalgia per quelle lunghe serate passate da sola al freddo di fronte al camino.
Serate passate in case che credevo di passaggio e che invece mi hanno ospitato per mesi, e addirittura per anni. Case senza telefono, senza televisione (senza la parabola non arrivava alcun segnale, e io pensavo sempre che sarei restata per poco), senza riscaldamento nonostante si fosse in montagna.
Nell'ultima di queste dimore non voleva venirci neanche il Muso. Troppo freddo! Un pomeriggio siamo rientrati insieme, nella notte la temperatura sarebbe scesa a -18. In casa il fiato si condensava in bianche nuvolette che sembravano solide. Il Muso silenziosamente si avvicinò alla catasta di legna appoggiata nel microscopico ingresso, prese un rametto tra i denti e lo appoggiò per terra di fronte al camino. Poi, sempre in silenzio, si girò a guardarmi. Rimprovero muto: cosa aspettavo ad accendere il fuoco!
Stasera ho quello stesso freddo e, nonostante i termosifoni, accendo una candela per guardare una fiamma agitarsi allegramente nella notte.




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11 gennaio 2009

Gli amici del Muso



Una passeggiata con il Muso, pensieri in libertà.....


Baglioni, "io, lui e la cana femmina"




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7 gennaio 2009

metafore

Vedete com'è strana la vita.
Uno sta li che passeggia tranquillo in un giardino e viene attaccato da un branco di lupi.


Erano in agguato, pronti ad azzannarti alla gola: con il loro ringhio basso e gutturale prima terrorizzano la preda al punto da impedile ogni movimento, e poi affondano i loro canini nelle sue carni presi dall'euforia della caccia e dall'odore del sangue e della paura.


Sono animali indomabili, il loro istinto selvaggio non consente altra soluzione che l'eliminazione.  La preda usa tutta la sua astuzia e intelligenza per stanarli, li aspetta con i fucili in mano mentre loro, forti del solo coraggio, la caricano frontalmente non avendo la possibilità di comprendere che l'esito della battaglia è già stabilito dalla potenza di fuoco dell'avversario.



Tuttavia ci dovremmo chiedere perchè un branco di lupi è costretto a nascondersi dietro le colonne di un porticato all'interno di un palazzo storico.
Ci dovremmo chiedere perchè dovremmo obbligarli ad una convivenza innaturale cercando di domarli e di addomesticarli umiliandoli




La conquista di spazi, territori, foreste, non ci autorizza a ritenere che essi accetteranno di essere privati del loro mondo senza reagire solo per una nostra presunta superiorità di razza o per qualunque altra sorta di privilegio divino. E se il rispetto per la loro cultura ci sembra pericoloso, forse dovremmo solo cercare di imparare i loro segnali e rispettare la loro fierezza.







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5 gennaio 2009

Immaginazione

Ieri pomeriggio ho visitato la mostra di Picasso al Vittoriano. Tra le tante opere, una in particolare mi continua a frullare nella mente. L'ho cercata a lungo per poterla inserire nel blog. E' così criptica, un'idea in corso, un particolare per un lavoro di dimensioni più vaste, tuttavia mi cattura come un vortice, mi porta verso altri spazi, lascia correre la mia immaginazione. Per me non è una testa, ma vedo chiaramente due amanti che trattengono la loro energia prima di unirsi e lasciare che esploda per poi tramutarsi in quiete. E' la tensione della vicinanza dei corpi, il desiderio dell'incontro, la ricerca del momento ultimo oltre il quale l'attesa diventa sofferenza, dolore, dramma. E loro, insieme, condividono un istante eterno, soli, senza spazio né tempo.




Picasso "Testa: studio per un monumento"  (1929)
olio su tela  cm 73 x 59,7




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3 gennaio 2009

E' ora di fare le pulizie



Oggi mi sono svegliata molto tardi e, con un'enorme tazza di caffè in mano, ho fatto lentamente il giro della mia casa. Avrei dovuto metterci poco, sono solo 65 mq,, invece è stato un rituale lento che ha richiesto soste lunghe di fronte ad ogni armadio, cassetto, scaffale e soprattutto all'apertura della porta dello "stanzino". Allora ho deciso, dopo aver portato il Muso a fare la sua solita passeggiata mattutina mi sono dedicata ad un'attività tipica per l'nizio di un nuovo anno. La cernita del materiale da buttare. La foga è stata tale che mi sono anche dimenticata di pranzare. E così sono finiti, in tre bustoni enormi, oggetti inutili che solo per un senso distorto di memoria erano ancora accatastati a prendere polvere.
Avrei voluto buttare anche i miei appunti del famigerato corso Galli (per i non addetti ai lavori - corso per la preparazione al concorso in magistratura) frequentato per tanti anni, ma poi ho desistito, chissà che un giorno non riprenda a studiare....
Il mio dimenticatoio è diventato più copioso (ormai non bastano più le due valigette) ed è salito di un piano nello scaffale dello stanzino. Ora si raggiunge con la scala, non è più a portata di mano, e si è arricchito delle esperienze dell'ultimo periodo.
Così mi accingo ad iniziare questo nuovo anno. Non ho voluto fare bilanci ma solo liberarmi delle zavorre. Con più leggereza e libertà indosso un sorriso e inizio un nuovo viaggio. Stavolta davvero senza metà, solo alla ricerca di emozioni.




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