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Sursum corda


Poesia


1 marzo 2009

Incompresi e derisi. Inchiodati qui.



Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule !
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid !
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait !

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

Charles Baudelaire, L'albatros

Spesso, per divertirsi, gli uomini dell'equipaggio
catturano gli albatros, grandi uccelli marini
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli amari flutti .

Appena deposti sulle assi della tolda
questi re dell'azzurro, maldestri e impacciati
lasciano pietosamente le loro grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a sè.

Quel navigante alato, com'è ora goffo e fiacco!

Lui, prima così bello, quant'è ridicolo e brutto!
Uno tormenta il suo becco con un mozzicone acceso,
l'altro mima, zoppicando, l'infermo che volava.

Il Poeta assomiglia al principe delle nubi
che sfida la tempesta e sbeffeggia l'arciere;
esiliato al suolo in mezzo al baccano
le sue ali di gigante gli impediscono il cammino.




permalink | inviato da Efesto il 1/3/2009 alle 22:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


20 febbraio 2009

senza titolo

Perchè attendere ancora
dopo l'ultimo vano tentativo,
il futuro non mi appartiene più,
cerco altrove l'oblio.

I giorni sono cloni
di un ultimo, sterile risveglio.




permalink | inviato da Efesto il 20/2/2009 alle 23:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa


16 gennaio 2009

Io dico BASTA!




Per tutte le vittime innocenti, da qualsiasi parte stiano, e per quel poco di umanità che è ancora rimasta tra i popoli che si dicono civili.



'Uomo del mio tempo' 


Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo





permalink | inviato da Efesto il 16/1/2009 alle 21:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa


30 dicembre 2008

BUON ANNO!!!!!



A TUTTI VOI, CARI AMICI, AUGURO UN 2009 FELICE E DENSO DI PIACEVOLI SORPRESE.

E dopo i festeggiamenti sfrenati, in gruppo, con la persona amata, o comunqe vogliate o possiate trascorrere una serata che spero sia serena, travate pochi secondi per riflettere su questo verso di Vinicius de Moraes:

Credi solo all'amore
e in nulla più
taci: acolta il silenzio
che ci parla
più intimamente; ascolta
tranquilla
l'amore che sfoglia
il silenzio ....

Lascia le parole alla poesia .....



E vi bacio, uno per uno, sotto il vischio.......




permalink | inviato da Efesto il 30/12/2008 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa


2 dicembre 2008

V.M. 18




mi piace il mio corpo quand'è col tuo
corpo.      E' una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
mi piace il tuo corpo.     mi piace quel che fa,
e il come.      mi piace sentire la sua spina
dorsale, le sue ossa e il tremolante
-liscio-sodo che bacerò
ancora ancora e ancora
di te     mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare, il folto
elettrico pelo, e quel che viene a carne
che si separa. ... E occhi grandi briciole d'amore,

e forse mi piace il brivido

di sotto me te così nuova


E. E. Cummings





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14 novembre 2008

Alle fronde dei salici

Lo so, probabilmente sono versi troppo violenti, l’associazione è audace, ma da quando ho avuto notizia delle sentenza sulla Diaz mi frullano in testa.

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

 

Probabilmente sono una malfidente (termine efestiano derivante dall’unione di malfidato e diffidente) ma non riesco a credere che gli esecutori abbiano agito all’insaputa dei vertici. 

Da parte mia, dedico alle vittime di Genova questa canzone di Guccini (Piazza Alimonda). E non spero più nella verità.


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11 novembre 2008

Il Bacio


Umiliata dal tuo inganno
mi sono ritratta,
per la vergogna
di averti creduto.

Per avermi hai tessuto la tua rete,
parole d'amore come trama sottile
pietre preziose l'illusione
promesse per riflettere la luce artificiale.

Niente di vero
se non il fango
che mi hai gettato
per garantirti la fuga.




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9 novembre 2008

Frammenti


Ed intorno c'è solo il silenzio

che accompagna il mio andare oltre

Simulacro di vuote parole

gridate sfrontatamente

e rimaste inascoltate.

Non essere

per sentire la vita che scivola

lambendo gli orli della coscienza,

sussurro inafferrabile di saggezza

soffocato da una coltre

di suoni distorti.





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27 ottobre 2008

Storie d'amore e di amicizia.



L'amata disse: "Io non ti tengo,
Nulla tu mi hai giurato.
Gli uomini non bisogna trattenerli,
Non sono nati per la fedeltà.

Per le tue strade va, amico mio,
Vediti paese su paese,
In molti letti riposati,
Molte donne prendi per mano.

Dove il vino ti è troppo agro,
Tu bevi malvasia,
E se la mia bocca ti è più dolce,
Ritorna allora da me!"

Hugo Von Hofmannsthal, da Canto di Vita, Tre piccole canzoni




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10 ottobre 2008

STATI D'ANIMO




Anche oggi sarà dentro la Storia

Anche oggi sarà dentro la storia
della mia vita. Ma non era l'oggi
che io volevo quando ero bambina:
oggi è un oggi diverso, senza grida,
afono e grigio come una fontana.
Oggi è l'oggi di ieri manifesto
solo nel mio respiro prigioniero:
o larghe nubi come fonderei
volentieri il mio passo
dentro quel cielo che racchiude tutta
tutta l'avversità del mio destino.

Alda Merini, da "La terra santa"




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17 settembre 2008

Apologia dell'ambiguità

Due perle per illudere
poesie per ingannare
note per irretire
coreografie di contorno.

E poi lo strappo,
irreversibile,
e l'angoscia del dubbio.

Che divina potenza
essere arbitri del dolore altrui
e goderne.




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15 agosto 2008

senza titolo

Apologia dell’inutilità

questo strazio dell’anima

per vane briciole d’illusione.

Non più Dio, non più mito,

non più uomo,

piccola lucciola

che hai illuminato troppe notti

prima di morire nel mio bicchiere

allo spuntare di una fredda

desolata alba d’estate.


Madredeus, "Ao longe o Mar"





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