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Sursum corda


Politica


5 marzo 2009

ancora musica dopo Sanremo?

Tra poco il debutto.

Alla Camera martedì prossimo i pianisti saranno tutti presenti. Ciascuno suonerà il suo assolo, niente più playback.
Qualcuno è molto fiero del nuovo sistema di voto, addirittura con le impronte digitali. Non hanno pensato all'impronta oculare, faceva troppo 007 contro la Spectra.

Il nuovo sistema di voto è costato molto, forse anche troppo, ma nessuno ha il coraggio di riportare la somma. A me sinceramente non importa: mi imbarazza che gli "onorevoli" debbano essere costretti ad essere onesti da un sistema di controllo. Dimostra che non sono affidabili. Ciò mi basta per emettere il mio giudizio morale.

Tuttavia, viviamo in un misero paese plagiato dagli slogan che gioisce della moralità imposta dall'alto (il gioco di parole non era voluto )                                                                 

E' un paese che non si vergogna di dover ricorrere a questi miseri mezzi senza riflettere sul fatto che l'etica da anni lo ha abbandonato per trasferirsi in altri lidi disposti ad accoglierla con più rispetto.
Eppure ci si riempie bocca di divieti e di imposizioni, si tende a regolamentare ogni più piccolo respiro (e noi italiani ringraziamo, perchè così la nostra fantasia nell'agirare le regole sarà costantemente in attività).
Ormai è passato il messaggio per cui nessuno è più in grado di avere un comportamento corretto di per se, senza che ci sia un grande fratello che lo controlli e che sia a sua volta controllato. Se è così propongo di abolire il titolo di onorevole per i parlamentari o di estenderlo anche agli impiegati che transitano per i tornelli. Non vedo la differenza.




permalink | inviato da Efesto il 5/3/2009 alle 0:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa


17 febbraio 2009

THE DAY AFTER

 Oggi i giornali, i siti web, i blog sono pieni di riflessioni, attacchi, critiche, analisi politiche più o meno approfondite, interviste e lacrime di coccodrillo.

C’è chi da la responsabilità a Veltroni, chi dice che non è colpa sua benché non sia stato in grado di far decollare il progetto del Partito Democratico, chi sottintende il complotto e il voto disgiunto per nascondersi dietro al solito dito.

Veltroni ha messo il suo mandato a disposizione: che le dimissioni si accettino o si respingano, niente ipocrisia dell’impegno degli oligarchi per la gestione collegiale. E’ un altro modo per continuare a fare l’equilibrista e non prendere decisioni.

Il problema, a mio sommesso parere, è proprio questo. Il PD, da quando è stato fondato, non ha mai definito nulla. Ha giocato a rimpiattino con la maggioranza attestandosi su quella che Crozza ha, immediatamente ed in modo arguto, denominato la politica del “ma anche”. Si è rivolto ai laici lasciando che i teodem intessessero la loro rete, ha perso credibilità a sinistra senza prendere atto che i cattolici a destra hanno diverse case dove collocarsi. Ha abdicato a rivendicare qualsiasi tipo di ideologia, è tracollato sulla questione morale, annaspa tra iniziative liberali ed appoggi a provvedimenti antidemocratici.

Veltroni era partito bene col discorso di Torino, qualcuno di noi ci aveva anche creduto. Il problema è che non ci ha creduto lui, o forse non ce l’ha fatta. All’interno di questa strana ameba ci sono forze in campo che non poteva dominare. La mia stima, per quanto possa valere, perché comunque ci ha provato.

Credo che il fallimento del PD sia senza ritorno. Continuo a sostenere che l’Italia non sia ancora matura per il bipartitismo. Mi viene da ridere quando si invoca come valore primario la stabilità politica: quello che conta è una leadership capace di far crescere un paese. L’esperienza di questi ultimi venti anni ha dimostrato che la frenetica ricerca dell’unità dei due poli ha scatenato una divisione netta del paese. Le forze in campo si contrastano, si insultano, tendono a prevaricare, con buona pace dello sviluppo dell’Italia. Mi duole ammetterlo, ma quando c’è era il pentapartito quanto meno le forze in campo si bilanciavano e nessuno poteva sentirsi legibus solutus.

I particolarismi nel nostro paese erano e sono tuttora radicati: il nord e il sud sono realtà diverse e inconciliabili, i laici e i cattolici si sbranano su questioni etiche, le forze politiche che, in linea di principio potrebbero appartenere ad una stessa area politica, continuano con i loro distinguo a mantenere le distanze tra di loro. Nel PDL un leader carismatico – figura così amata dall’italiano – riesce a costringere tutti nel loro recinto. Nell’accozzaglia di leader sopravvissuti dall’altra parte nessuno è disposto a fare un passo indietro.

Veltroni potrà anche dimettersi, ma non cambierà assolutamente niente. L’Italia è fondamentalmente un paese di centro destra. Ci sono stati alcuni momenti, anche esaltanti, in cui si è pensato che l’Ulivo avrebbe potuto realizzare il grande progetto dell’unità del centro sinistra. In realtà nel nostro paese non può esistere per definizione il centro sinistra perchè continuano ad esserci le stesse divisioni che hanno caratterizzato la politica dal dopoguerra: c’è chi è a sinistra, chi con varie sfumature si posizione in un grande centro informe che tende a dominare e chi sta a destra. Prendere i voti del centro è solo una illusione.

Francesco De Gregori, Pezzi




permalink | inviato da Efesto il 17/2/2009 alle 15:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa


5 dicembre 2008

Titubanze

Il Vaticano si oppone alla proposta presentata all'ONU dalla Francia contro le discriminazioni nei confronti di coloro che hanno un orientamento sessuale diverso. La Santa Sede motiva il proprio dissenso sul timore che, se passassero tali principi, ogni norma che non ponga sullo stesso piano ogni orientamento sessuale potrebbe venir considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo. In altri termini, gli Stati che non riconoscono le unioni gay potrebbero essere messi alla gogna.
Non importa se la gogna cui potrebbero essere sottoposti questi paesi sarebbe al più solo mediatica o politica mentre quella cui vengono sottoposti quotidianamente individui senza altra colpa che quella di rivolgere la propria affettività verso persone dello stesso sesso sia in molti stati reale.
In alcuni luoghi della terra si viene condannati a morte per omosessualità. Di fronte ad un omicidio non reggono le ragioni di opportunità addotte dalla Santa Sede.
Tutto questo titubare mi fa riflettere sul fatto che ancora troppi stati, anche quelli che si definiscono civili, consentono l'omicidio legalizzato e che le resistenze contro questo crimine sono spesso troppo timide.

The Ballad of Nick & Bart (Here's to you) di Ennio Morricone, cantata da Joan Baez




permalink | inviato da Efesto il 5/12/2008 alle 16:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa


26 novembre 2008

Social Card




Tra le misure varate dal Governo per affrontare la straordinaria crisi economica che sta investendo anche il nostro paese è apparsa la "social card", ossia la carta sociale per i più poveri.
Non ho nessuna intenzione di sollevare polemiche nel merito dell'intervento proposto ma solo manifestare alcune mie perplessità in merito alla forma.
La carta sarà totalmente anonima perchè non ci sarà scritto il nome sul dorso (neanche la firma dietro, obbligatoria per la validità di un qualsiasi bancomat???). Sarà ricaricata con 40 euro e potrà essere utilizzata per effettuare acquisti alimentari nei negozi abilitati. Sarà distribuita dalle poste.
Perchè non dare direttamente la sovvenzione in denaro, inserendo la somma nell'importo della pensione o attraverso un assegno o altro mezzo di pagamento. In questo modo ciascuno potrebbe utilizzarlo per le spese che ritiene necessarie in quel momento senza  essere vincolarto all'acquisto presso determinati esercizi commerciali individuati in precedenza e per categorie merceologiche predefinite. Obbligare all'acquisto di certi prodotti in certi negozi equivale a distribuire dei buoni alimentari, e lo trovo sinceramente umiliante.
Le persone anziane che ritirano la pensione alla posta e non hanno mai avuto un bancomat e che fanno la spesa ai banchi del mercato rionale cosa se ne faranno di questo pezzo di plastica?
La social card servirà anche per le tariffe elettriche agevolate: non bastava il codice fiscale o la dichiarazione ISEE? La social card prevede un microcip, quanti dati sensibili potranno esservi memorizzati?
L'utilizzo di questo complesso meccanismo prevede dei costi... probabilmente servizi da appaltare a qualche società che realizza le carte e gestisce il meccanismo di accredito e ricarica. Perchè la distribuzione tramite le Poste Italiane, ente privato a tutti gli effetti?




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24 novembre 2008

Il mio saluto a Sandro Curzi

Ci sono persone con cui non hai mai avuto occasione di parlare ma che più volte hai incontrato nella tua strada. Seduti allo stesso bar, vicini alla stessa manifestazione, impegnati per la stessa causa. Persone che hai stimato per quell'onestà intellettuale che ormai è rimasta a ben pochi, siano essi personaggi pubblici o individui che per necessità si frequentano quotidianamente. Purtroppo questa dote sembra ormai appannaggio solo di alcuni grandi "vecchi" che hanno fatto la storia del nostro paese. E quando se ne vanno con la loro scomparsa aumenta il senso di smarrimento. Citando Edmondo Berselli, in modo non ironico, ritengo che alcuni uomini abbiano meritato con la loro testimonianza di vita quotidiana il titolo di "venerati maestri".
Due giorni fa se ne è andato uno degli ultimi rimasti, e con profondo dolore vorrei dare il mio personale saluto a Sandro Curzi.




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6 novembre 2008

Noi sognamo, gli americani agiscono!

In questi giorni non si parla di altro, Il nuovo corso della Storia, il Presidente che cambierà il mondo, entusiasmi, eccitazione, euforia......
E' facile vivere di riflesso.
Il popolo americano, che negli ultimi tempi sembrava sopito, ha avuto il coraggio di fare scelte radicali, ma ciò è potuto accadere perchè i leader del partito democratico hanno, a loro volta, avuto il coraggio di proporre candidati nuovi ed hanno offerto agli elettori una effettiva possibilità di cambiamento. Merito degli americani che hanno saputo coglierla, ma soprattutto merito della nomenclatura che non si è arroccata dietro rendite di posizione.
Riflettendo su questo sono entrata nella mia libreria preferita e, girovagando tra le novità, ho trovato questo libro che mi accingo a leggere:




"il potere della mediocrità misura esattamente la distanza che separa il talento dal successo". (pag. 12)

Un afro-italiano sarebbe mai stato candidato premier?
Io credo che nessuno gli avrebbe mai lasciato lo spazio suffciente per emergere e dimostrare il suo valore.
Così come spazio non ce n'è per chi ha talento ma non le relazioni interpersonali giuste.




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21 ottobre 2008

I numeri del Ministro

Che i Governo ci abbia abituato ai numeri ormai è cosa nota. Le decisioni politiche - in tutti i settori - vengono prese con l'occhio attento al prossimo sondaggio. E che i numeri possano essere interpretati a seconda delle chiavi di lettura che si usano è altrettanto intuitivo. Ma non sempre il meccanismo funziona. E così il Commissario all'Ambiente Dimas - dati alla mano - smaschera il trucchetto.
E noi facciamo la solita figura barbina. Solo che stavolta, oltre al nostro già fin troppo vituperato onore italico, c'è in gioco una posta ben più importante.





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7 ottobre 2008

I SEGRETARI COMUNALI SONO INUTILI - 2

Ritorno ad affrontare il problema dell’affossamento della categoria dei Segretari Comunali. Riconosco che siamo pochi di fronte alla mole di insegnanti o che non abbiamo lo stesso risalto mediatico dei piloti Alitalia. Lavoriamo nell’ombra: sconosciuti nelle grandi città ma punto di riferimento per chi vive nei piccoli comuni. Il Segretario Comunale era come il medico o il farmacista…. In quelle realtà ascolta ancora i problemi degli abitanti e cerca di risolverli. Eppure:

DISEGNO DI LEGGE: DISPOSIZIONI PER LO SVILUPPO ECONOMICO, LA SEMPLIFICAZIONE, LA COMPETITIVITÀ, LA STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA E LA PEREQUAZIONE TRIBUTARIA

A.C. 1441-bis-A - Articolo 30

(Disposizioni concernenti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti).

(omissis)

6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo volto alla razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) istituzione di una sede di segreteria comunale unificata cui fanno riferimento più comuni la cui popolazione complessiva sia pari almeno a 15.000 abitanti ovvero con popolazione inferiore, a condizione che sia costituita da almeno quattro comuni;
b) riordino dei compiti e delle funzioni del segretario comunale in servizio presso la sede unificata di cui alla lettera a);

c) ampliamento delle responsabilità del segretario comunale in servizio presso la sede unificata;
d) attribuzione al segretario comunale in servizio presso la sede unificata di funzioni di controllo interno e di gestione nonché di legittimità sugli atti.

*********************

La Camera il 30 settembre 2008, con 255 voti favorevoli, 213 astenuti e, n. 5 contrari, ha approvato!

I rilievi che possono muoversi sono infiniti. Di getto intanto me ne vengono in mente alcuni:

1) In Italia i Comuni sotto i cinquemila abitanti sono 5.400 su un totale di circa 8100 e di questi la maggioranza ne ha meno di tremila.

2) Quanti saranno gli esuberi nella categoria?

3) I Segretari già titolari di queste micro sedi, come saranno defenestrati? Verrà scelto a sorte il graziato che fregherà la segreteria agli altri?

4) Con quale criterio si faranno gli accorpamenti? Stesso colore del Sindaco? E se poi con le elezioni successive si troveranno su schieramenti diversi?

5) La riforma Bassanini – quando ha scorporato i segretari dal Ministero dell’Interno – ha deciso che essi venissero scelti direttamente dal sindaco: in queste unioni forzose come faranno i sindaci a mettersi d’accordo? Come si riuscirà a trovare un segretario che goda della fiducia di tutti?

6) Se la Lega sta mirando al federalismo, come si concilia con il suo obiettivo politico una riforma che priva i sindaci della possibilità di scegliere il capo della sua organizzazione burocratica e che per di più gli impone dall’altro di unificarsi con altri comuni?

7) Il controllo e il visto di legittimità avevano un senso quando il segretario dipendeva dal Ministero dell’Interno: ora che è scelto dal sindaco è una contraddizione in termini;

8) Si aumentano le responsabilità del segretario proprio nel momento in cui è messo nella reale impossibilità di svolgere il suo ruolo perché, dovendosi dividere tra più sedi, non avrà la possibilità di entrare a fondo dei problemi;

9) Non tutti i comuni sotto i 5000 abitanti hanno gli stessi problemi: alcuni sono sperduti (e spesso hanno solo 1 o 2 dipendenti), altri sono a forte vocazione turistica.

10) La riforma della figura del segretario comunale dovrebbe essere affrontata insieme alla riforma del Testo Unico delle Autonomie Locali, e forse si dovrebbero anche ascoltare gli appartenenti alla categoria….

11) Se per caso il Segretario non sa guidare come fa a spostarsi da una sede all’altra durante l’orario d’ufficio?





permalink | inviato da Efesto il 7/10/2008 alle 16:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa


6 ottobre 2008

Troppi silenzi.

Oggi il post non lo scrivo io perchè vorrei rivolgere a voi amici blogger alcune domande a cui non so rispondere.
Non riesco a rendermi conto di quanto sia effettivamente grave la crisi finanziaria che sta investendo gli USA e l'Europa.
Non mi occupo di economia e non ho gli strumenti per farmi un'idea personale. Ascolto la radio, leggo i giornali, guardo la TV, ma non ho ancora capito l'effetiva portata del problema.
Veltroni parla di una crisi come quella del '29, Tremonti dice che sta crollando un sistema. Allarmismo? realtà? Dov'è la verità?
Le notizie non esistono, tutti parlano per slogan: c'è chi vuole alzare la preoccupazione e chi cerca di sviare il problema.
Dov'è la verità?
Vorrei rimanere con i piedi per terra, farmi un'idea della situazione, non oscillare sull'onda del terrore. Denuncio la totale mancanza di informazione. Crollano le borse .. ok, ma questo che ripercussioni può avere sul povero risparmiatore? o sull'economia di questo paese che arranca ? Se crolla questo sistema con cosa sarà sostituito? E nel frattempo che succederà mentre i mercati cercano un nuovo equilibrio?
Ho il maledetto vizio di farmi domande e soprattutto quello di non accettare niente che non riesco a comprendere.
Ovviamente se la crisi fosse di dimensioni apocalittiche nessuno ci direbbe niente... manderebbero in fumo i risparmi di una vita per garantirsi la sopravvivenza per un paio di mesi.
Dicono che le famiglie italiane hanno un bilancio più solido di quelle americane (?): che vuol dire, che il nostro piccolo paesello riuscirà ad arginare il crollo della galassia occidentale?
Chiedo umilmente a chiunque si sia fatto un'idea del problema, e ne abbia voglia ,di condividere le sue riflessioni con me. Detesto brancolare nel buio.
Grazie





permalink | inviato da Efesto il 6/10/2008 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


27 settembre 2008

Anche i Segretari Comunali sono inutili.

L’impegno dell’Unione: una Sspal più forte e una rinnovata formazione dei segretari comunali e provinciali e della dirigenza territoriale

E’ prossimo ad essere discusso in assemblea alla Camera il disegno di legge contenente “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Tale atto contiene, all’art. 30 comma 6, disposizioni che prevedono la delega al governo per l’emissione di un decreto legislativo volto alla razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

Tale normativa prevede sedi di segreteria comunale unificata cui facciano riferimento più comuni la cui popolazione complessiva sia pari ad almeno 15.000 abitanti, o meno, se costituita da almeno quattro comuni, oltre al riordino dei compiti e ampliamento delle responsabilità del segretario con attribuzione ad esso di funzioni di controllo interno e di gestione, nonché di legittimità sugli atti.

E’ chiaro che si tratta di una decisione adottata con l’unico intento di tagliare la spesa pubblica, senza distinguere tra sprechi effettivi e bisogni reali. In effetti, sembra davvero difficile negare che la norma si basi su una considerazione di fondo: l’inutilità della figura del segretario comunale negli enti di ridotte dimensioni demografiche, visto che è impossibile ritenere che un unico dirigente possa occuparsi di otto, nove o dieci comuni contemporaneamente.

La proposta non tiene conto della realtà concreta: ossia che in Italia i Comuni sotto i 5000 abitanti non sono assolutamente un fenomeno marginale. Tale complesso sistema non può essere oggetto di superficiali e pericolose semplificazioni che determinerebbero nel breve periodo una paralisi nella funzionalità complessiva della macchina amministrativa locale. Verrebbero, inoltre, fortemente ed inevitabilmente indeboliti quei presidi di legalità che il segretario comunale, mediante la peculiare funzione di collaborazione ed assistenza agli organi politici, riesce a garantire nei piccoli comuni.

Vagare tra un comune e l’altro durante la settimana, anzi nel corso della stessa giornata, fa del Segretario un commesso viaggiatore. Risparmiare ulteriormente sulla figura del Segretario Comunale è un modo per completare quel disegno, iniziato con la riforma Bassanini, di estinzione della categoria. E’ ipocrita imporre al Segretario Comunale compiti di controllo e funzioni gi garanzia se è posto nella condizioni di poter passare solo superficialmente da un Comune ad un altro. Praticamente gli si chiede di chiudere gli occhi e avallare decisioni altrui assumendosene tutta la responsabilità.

Allora lancio una provocazione: per risparmiare perché non si impone per legge la fusione tra piccoli comuni creando una nuova realtà unitaria? Ci sarebbe un solo Sindaco, un solo Consiglio e una sola Giunta Comunale. Si risparmierebbe sulle indennità degli amministratori, si creerebbe una struttura più grande in cui far confluire tutti gli impiegati comunali (si tenga conto che alcuni comuni polvere hanno 1 o 2 dipendenti in pianta organica), si ridurrebbero gli organi politici. In questa realtà il Segretario Comunale sarebbe messo in condizione di lavorare, perché la struttura sarebbe omogenea.

Ma con il campanilismo che c’è in Italia, con le rivendicazioni di questi mini-amministratori che si sentono onnipotenti perché sono stati eletti da 50 persone, come si può pensare ad una riforma strutturale di queste dimensioni?

Se il Segretario Comunale è inutile allora abolite la figura, ma non umiliatela in questo modo!




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26 settembre 2008

I Giudici ci riprovano …. e il Lodo Alfano finisce sul tavolo della Corte Costituzionale

Il pubblico ministero milanese Fabio De Pasquale ha sollevato l'eccezione di costituzionalità per il Lodo Alfano. Il processo in questione è quello sui diritti tv di Mediaset che vede tra i suoi imputati il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Proprio in virtù della carica attualmente ricoperta da Berlusconi, tutt'ora azionista di Mediaset con il 40,18% circa del capitale, il provvedimento entrato i vigore dal 26 luglio bloccherebbe il processo a suo carico. Il cosiddetto lodo Alfano tutela infatti le più alte cariche dello Stato da eventuali procedimenti. Con questo atto il pm De Pasqaule chiede di fatto alla Corte Costituzionale di dichiarare incostituzionale e quindi nulla proprio questa norma e di sospendere in attesa di un giudizio della Corte Suprema il processo al premier e ad altri 11 imputati. [GD - www.lastampa.it]

Il Lodo Alfano doveva essere introdotto nel nostro ordinamento con una legge costituzionale e non con una ordinaria, come avvenuto. E' questa la ragione fondamentale per cui i giudici di Milano hanno deciso di inviare alla Corte Costituzionale gli atti del processo sui presunti fondi neri di Mediaset. "Emerge - scrivono nell'ordinanza - con tranquillizzante evidenza che disposizioni normative riguardanti le prerogative, l'attivita' e quant'altro di organi costituzionali richiedono il procedimento di revisione costituzionale. E cio' in quanto la circostanza che l'attivita' di detti organi sia disciplinata tramite la previsione di un'ipotesi di sospensione del processo penale non esclude che in realta' essa riguardi non gia' il regolare funzionamento del processo, bensi' le prerogative di organi costituzionali e comunque materie gia' riservate dal legislatore costituente alla Costituzione". Inoltre, i giudici osservano che "l'intervento legislativo incide su plurimi ulteriori interessi di rango costituzionale quali la ragionevole durata del processo e l'obbligatorieta' dell'azione penale, per cui il loro bilanciamento deve necessariamente avvenire con norma costituzionale". Nella loro motivazione, i giudici si sono in piu' passaggi richiamati alla sentenza con la quale nel gennaio del 2004 la Corte Costituzionale boccio' il Lodo Schifani-Maccanico. I rilievi che i giudici costituzionali mossero, in quell'occasione, al Lodo Schifani-Maccanico non sarebbero stati superati nel Lodo Alfano. [ www.repubblica .it]

Di Pietro dichiara che il lodo Alfano non è solo anticostituzionale ma anche immorale e quindi, pur augurandosi l’intervento della Corte Costituzionale, prosegue la raccolta di firme per il referendum abrogativo. Stefano Ceccanti del PD è contrario al referendum perché è convinto che la legge sarà dichiarata incostituzionale dalla Corte …. Mai prendere posizione netta, potrebbe essere scomodo….

Ovviamente Niccolò Ghedini – difensore di Berlusconi – non può che ritenere tale decisione sbagliata perché si ribella a quanto ha già disposto la Consulta” [ AGI –Milano 26 set -]. In realtà se il nostro ordinamento giuridico prevede la possibilità di sollevare la questione di costituzionalità vuol dire che il legislatore può sbagliare, ma Ghedini si appella ad una sorta di dogma di infallibilità del Parlamento (presumo si riferisse a questo).

Ora non ci resta che attendere la decisione della Corte Costituzionale. Se anche il Lodo Alfano dovesse essere cassato, così come il Lodo Schifani, sicuramente prima di approvare il terzo lodo si dovranno prendere seri provvedimenti nei confronti di un organo ormai obsoleto che attacca il Governo e il Premier costringendolo a sprecare il suo tempo con gli avvocati invece di poterlo dedicare alla cura di se stesso ristorandosi nel centro benessere di Marc Messeguè.





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17 settembre 2008

Rimorchiare è illecito, se non è fatto in modo occulto

Il Sindaco di Roma, Alemanno, ha emanato un'ordinanza contro la prostituzione che, a mio modesto giudizio, è del tutto anticostituzionale.
Premesso che nel nostro ordinamento prostituirsi non è reato, mentre lo è lo sfruttamento della prostituzione, dal testo del provvedimento non si capisce in modo inequivoco quale sia il limite tra il  comportamente lecito e quello che il novello inquisitore ha voluto vietare.

L'ordinanza recita:
- è fatto divieto a chiunque, sulla pubblica via, (....) di contattare soggetti dediti alla prostituzione ovvero concordare con gli stessi prestazioni sessuali.
- è fatto divieto di assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio.

Orbene, può avere l'intenzione di adescare anche una fanciulla - malauguratamente vestita con un gonna un po' troppo corta o con dei pantaloni a vita bassa - che si ferma a parlare con qualcuno che gli chiede l'ora.
Può manifestare l'intenzione di esercitare l'attività di meretricio anche una ragazza di sani principi  a cui si è rotta la macchina mentre è di ritorno da una serata in cui ha indossato, per l'occasione, un abito scollato.
E se i soliti buontemponi in macchina si fermano ad abbordare una donna, magari solo con l'intenzione di divertirsi a sparare cavolate, devono prima accertarsi che non sia effettivamente una prostituta, altrimenti incorrono nel divieto.
E se una prostituta chiede un'indicazione stradale ad un passante? Siccome è prostituta (come si riconosce inequivocabilmente? gli mettono un bollino rosso?) il malcapitato che si ferma a rispondere può essere multato.
Se invece la prostituta non svolge il suo mestiere per stada perchè sfruttata direttamente dentro un immobile o perchè è una fortunata a cui qualcuno ha regalato la casa o le paga l'affitto... nulla questio, è tutto lecito.
Ragazze, attenzione all'uscita dai locali, se avete una minigonna e avete appena rimorchiato un tizio correte il rischio di essere multate o condotte ad un centro di accoglienza!
Attenzione a parlare con gli sconosciuti per strada, probabilmente li state adescando!





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