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Sursum corda


Diario


24 aprile 2009

25 Aprile



COM'ERANO VENUTE BELLE LE CILIEGIE NELLA PRIMAVERA DEL QUARANTADUE.

Beppe Fenoglio, "Una questione privata"


7 marzo 2009

Pronti ..... Via!!!



SI PARTE PER ALTRI SPAZI........
VENITE CON ME??????


PS: messaggio per i ritardatari: ci sono ancora posti disponibili, basta cliccare su snoopy :)




permalink | inviato da Efesto il 7/3/2009 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


3 marzo 2009

Lavori in corso





permalink | inviato da Efesto il 3/3/2009 alle 0:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


1 marzo 2009

Comunicazione di servizio

Ultimamente il Cannocchiale mi sta dando problemi.
Spesso non ricevo più le notifiche dei commenti via mail e non mi si aggiorna il contatore dei commenti ai singoli post. Quindi penso che non ci siano messaggi e di conseguenza rispondo in ritardo. E se per caso il post è più datato non mi accorgo dei commenti. La cosa è spiacevole (eufemismo!).
Il cannocchio ce l'ha con me o capita anche a voi?

PS:
Ecco, appunto: ho appena scoperto (h. 13,30 di domenica) che questo post ha 9 commenti ma il contatore segna ancora un tristissimo 0 e non mi è arrivata neanche una mail.....
Cambierei anche piattaforma ma solo se fosse possibile trasportare di la tutti i post e i relativi commenti, mi dispiarecerebbe perdermi il diario nell'etere. Suggerimenti?????




permalink | inviato da Efesto il 1/3/2009 alle 0:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


27 febbraio 2009

Tutti a casa, Roma chiude!

Quando me l'hanno detto non ci potevo credere. Ho pensato alla solita boutade, e invece è così, Alemanno ci ha messi a dieta!
Dopo l'una di notte niente più cornetti caldi, gelato, pizza o una birra tra amici - magari dopo il teatro o all'uscita del cinema.
Tutti a casa, Roma chiude!
Roma, questa città che non riesce proprio a togliersi di dosso il suo provincialismo! Che tristezza !
Un paio di anni fa, proprio in questo periodo, sono andata a Berlino.
Sono rimasta affascinata dall'aria di libertà che si respirava, dall'idea che la città fosse vissuta in ogni momento, senza limiti. Tutto è permesso, si mangia ovunque e in qualsiasi momento, si può andare in giro in bicicletta perchè ci sono ovunque piste ciclabili e gli automobilisti ti rispettano, si può addirittura salire sull'autobus o sulla metro con la bici. Pare che li il principio che la tua libertà inizia dove comincia quella degli altri sia applicato.
Qui da noi invece SI DEVE VIETARE!!!!!!
Alemanno ha deciso per il coprifuoco.
Alemanno ha deciso che i romani dovranno essere tutti cenerentole. Non ci saranno più i genitori ai dire ai figli che devono tornare a casa a mezzanotte, ci ha pensato il Sindaco. E se sei un adulto responsabile che vuole vivere la città di notte, rassegnati: c'è l'interdetto del primo cittadino!
Roma, non avere più velleità cosmopolite: ALEMANNO HA DECISO CHE DEVI DORMIRE.




permalink | inviato da Efesto il 27/2/2009 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


26 febbraio 2009

Una nuova teologia della natura

In questi giorni mi sto interessando al dibattito aperto dal teologo Vito Mancuso. L’idea che propone è quella di  un Concilio Vaticano III dal quale dovrebbe derivare un nuovo rapporto tra l’uomo cattolico e la natura, così come dal Concilio Vaticano II ne è derivato un nuovo rapporto con la storia che ha consentito ai cattolici di mediare le contraddizioni dei tempi moderni. “La svolta positiva che il Vaticano II ha introdotto nel rapporto tra cattolici e storia, deve essere estesa al rapporto con la natura. (….) Il criterio è quello indicato dal Concilio nel punto 7 della dichiarazione Dignitatis humanae: «Nella società va rispettata la consuetudine di una completa libertà, secondo la quale all' uomo va riconosciuta la libertà più ampia possibile, e non deve essere limitata se non quando e in quanto è necessario». Se questa libertà, come insegna il Concilio, deve essere garantita agli uomini nel rapporto con Dio (che è il bene più prezioso che c' è), è evidente che una sana teologia non può non estenderla anche alla deliberazione degli uomini sulla propria vita naturale mediante il principio di autodeterminazione.”

Credo di aver capito questo: così come Dio, da cui promana ogni cosa, non è diretto artefice degli avvenimenti della storia perché l’uomo, nella sua capacità di autodeterminarsi, è creatore del proprio destino, allo stesso modo anche il rapporto con la natura deve essere ripensato mettendo al centro il principio di autodeterminazione dell’uomo.

Mancuso interpreta in questo modo lo spirito del Concilio vaticano II: “Tale spirito consiste in un rinnovato rapporto della Chiesa col mondo, nel senso che nel leggere la storia del mondo è subentrata la categoria di laicità, giungendo così a riconoscere l' autonomia della storia, della politica, della ricerca scientifica, della società civile. La mano di Dio non è più pensata come direttamente coinvolta nella storia, la quale ha una sua autonomia e deve essere lasciata libera di autodeterminarsi: è da questa nuova teologia che è scaturita una relazione più serena e più amichevole col mondo. Se ai nostri giorni la Chiesa sembra talora tornata quella della Contro-riforma (..) questo lo si deve in gran parte a un' antiquata teologia della natura che ancora governa la dottrina, incapace di assumere il principio di laicità introdotto dal Vaticano II a proposito della storia.

Ritengo che riflessioni pacate come questa dovrebbero essere  tenute in considerazione dai nostri politici che invece temono di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e arretrano su posizioni di comodo che rassicurano la loro coscienza.

Nota: Il Corsivo è tratto da  "Cattolici, pensiamo a un Concilio Vaticano III” Repubblica — 25 febbraio 2009.




permalink | inviato da Efesto il 26/2/2009 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


18 febbraio 2009

Incomprensioni

 

Non riesco proprio a capirla questa strana società italiana. Il festival di San Remo ne rappresenta uno spaccato interessante. Ieri sera la gente ha acclamato l’intervento di Benigni sull’amore, etero o omosessuale senza distinzioni, e dopo poco tempo, ha applaudito Povia e contestato Grillini. Mentre sto scrivendo si sta esaltando per la P.F.M. che omaggia De Andrè.

L’hanno convinta che Benigni sia un mostro sacro e quindi accetta supinamente tutto quello che dice perché è un grande intellettuale, e ride alle battute perfide su Berlusconi. C’è la standing ovation per gli attacchi al premier, quello stesso premier che viene adorato per il suo carisma. Anche De Andrè viene commemorato come uno dei più grandi musicisti e poeti italiani, e giù applausi anche se quello che scrive non è proprio in linea con le idee della maggioranza. Non si possono battere le mani al ritmo de “il pescatore” e nello stesso tempo condividere posizioni intransigenti che inneggiano alla tolleranza zero contro i diversi da noi.

Questa confusione mi confonde e mi deprime. Potrei pensare di organizzare il funerale per la morte dello spirito critico, ma credo che ci abbia già abbandonati da molto tempo.

De André, "Il testamento di Tito"




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15 febbraio 2009

Attenti al cane!

Un paio di giorni fà è stata data la terribile notizia che un bimbo di meno di un anno è stato aggredito e ucciso da uno dei due cani di casa, un mastino napoletano.
Le informazioni sono state contraddittorie: il cane aveva dato precedenti segnali di aggressività, il cane è sempre stato buono ed affidabile. Insomma, per farla breve, come ogni volta accade in questo paese di sensazionalismi, a seguito di qualche episodio drammatico parte la caccia alle streghe.
Conclusione tratta dalle chiacchiere da bar: tutti i cani, essendo animali, sono potenzialmente pericolosi e devono essere tenuti alla larga dai bambini!
Eppure mi risulta che negli ultimi anni si sia diffusa la pet therapy ossia l'interazione tra l'uomo e l'animale, anche e soprattutto il cane, come ausilio per coloro che si trovano in difficoltà, siano essi anziani, bambini o disabili. Mi risulta che da sempre i cani offrano un servizio eccellente per i non vedenti.
Giungo alle conclusioni: mi è stato detto che il Muso, essendo un animale e come tale incontrollabile, deve essere tenuto lontano da mia nipote che ha, guarda caso, più o meno la stessa età del bambino morto a seguito dell'incidente. E' inutile dire che il Muso ed io siamo profondamente offesi. E' come dire che siccome un uomo ha violentato una donna tutti gli uomini sono potenziali violentatori. Che se un uomo è corrotto, siamo tutti corrotti, che se un uomo è un assassino siamo tutti killer.

In un attimo, e per una notizia comunque drammatica, si parte per la tangente e si arriva a conclusioni irrazionali. Mi dispiace per i cani, che da sempre hanno dimostrato la loro lealtà per l'uomo. Questo è il ringraziamente che viene loro dato dalla razza umana.




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10 febbraio 2009

Orgoglio pagano?

Stasera è difficile scrivere.
Parlare delle proprie cose personali non ha senso quando tutti siamo impegnati a riflettere su questioni etiche di portata escatologica. Parlare di politica è banale perchè vorrebbe dire scendere nell'arena dei contendenti e alzare la voce inutilmente. Tacere vuol dire non essere presenti, è una mancanza civica.
Possiamo affrontare la questione con ironia, con cinismo o con la pesantezza polemica di chi sale in cattedra a giudicare.
Io, semplicemente, vorrei fare a voi la domanda che mi pongo in questi giorni, la stessa che mi sono posta più di cinque anni fa mentre aspettavo che la morte, in quel caso benigna e liberatrice, venisse finalmente a portarsi via una persona che ho amato e che amo ancora nel ricordo.
Allora avevo una rabbia e un rancore che non ho ancora superato. Di fronte a malattie che privano l'essere umano di ogni dignità, mi chiedevo perchè Dio, la natura, il destino, il karma o quello che vi pare consentisse che un essere umamo subisse tali umiliazioni. La mia attesa è durata pochi mesi, ma sono stati sufficienti per avere un'idea dell'angoscia che si prova nell'attendere l'evento irreversibile che sembra non arrivare mai.
Allora, e anche oggi, mi chiedevo perchè la morte non arrivi a prenderci di sorpresa, in un attimo, conservandoci nella nostra integrità e dignità. Mi dicevo e mi dico tuttora che sono beati coloro che vengono colti all'improvviso, senza accorgersi di nulla, uomini fino all'ultimo respiro.
Forse la mia non è una visione cattolica ma classica della vita. L'orgoglio di viverla da uomo in ogni istante, anche in quello estremo e fatale.
A costo di sembrare patetica, e nel dubbio fondato sull'incapacità dei nostri politici di riuscire a legiferare in modo onesto e senza sovrastrutture moralistiche e ipocrite, scrivo qui quello che ho deciso assistendo a quella morte di alcuni anni fa: vorrei morire con dignità, nel giono in cui il mio destino si compirà, senza dilazioni inutili e umilianti.
Voi amici mi siete testimoni, e in questo momento sono in pieno possesso delle mie facoltà mentali.




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8 febbraio 2009

Riemersa dalla neve....



.... ed infine sono tornata ....







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30 gennaio 2009

Fenomenologia delle ghiande



Di vizi ne ho tanti, e uno tra gli altri: ogni tanto parto!!!
Lascio un indizio: c'è Scrat con il ghiaccio, il freddo, la neve...
anche io, come lui cerco di ritrovare la ghianda e di portarla in salvo, ogni occasione può essere buona. Ci rivediamo tra un po' e se dovessi scivolare farò come lui, mi aggrapperò con i denti !!!!







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28 gennaio 2009

Indifferenza

Ci sono sere in cui torni a casa così stanca che non hai neanche la forza di pensare. Vorresti avere ancora un guizzo di lucidità per un'ultima idea da condividere con gli amici qui sul blog prima di crollare in catalessi, che quando sei così distrutta neanche si riesce a dormire. Ma il cervello si rifuta di assisterti e si trasforma in una sostanza gelatinosa incapace di trasmettere qualsiasi tipo di impulso. Le dita si muovono sulla tastiera in modo automatico, le parole si formano, ma non chiedetemi se hanno un senso. Probabilmene lo scoprirò domani quando le rileggerò.
Cercavo una foto da inserire, ma ho commesso l'errore di andarla a cecare nei vecchi file, e così mi sono persa in un'altra vita, la mia? Non ricordo ... o forse ancora troppo bene.
Non so se questo staccare i contatti e galleggiare sia un modo per non sentire, una forma di autodifesa. Ma non mi piace. Perchè se è vero che non consente ad alcun tipo di sofferenza di affacciarsi alla mia coscienza, è altrettanto certo che mi rende indifferente. E ogni attimo perso in questo limbo è uno spreco irrecuperabile.




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