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Sursum corda


Diario


24 aprile 2009

25 Aprile



COM'ERANO VENUTE BELLE LE CILIEGIE NELLA PRIMAVERA DEL QUARANTADUE.

Beppe Fenoglio, "Una questione privata"


7 marzo 2009

Pronti ..... Via!!!



SI PARTE PER ALTRI SPAZI........
VENITE CON ME??????


PS: messaggio per i ritardatari: ci sono ancora posti disponibili, basta cliccare su snoopy :)




permalink | inviato da Efesto il 7/3/2009 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


5 marzo 2009

ancora musica dopo Sanremo?

Tra poco il debutto.

Alla Camera martedì prossimo i pianisti saranno tutti presenti. Ciascuno suonerà il suo assolo, niente più playback.
Qualcuno è molto fiero del nuovo sistema di voto, addirittura con le impronte digitali. Non hanno pensato all'impronta oculare, faceva troppo 007 contro la Spectra.

Il nuovo sistema di voto è costato molto, forse anche troppo, ma nessuno ha il coraggio di riportare la somma. A me sinceramente non importa: mi imbarazza che gli "onorevoli" debbano essere costretti ad essere onesti da un sistema di controllo. Dimostra che non sono affidabili. Ciò mi basta per emettere il mio giudizio morale.

Tuttavia, viviamo in un misero paese plagiato dagli slogan che gioisce della moralità imposta dall'alto (il gioco di parole non era voluto )                                                                 

E' un paese che non si vergogna di dover ricorrere a questi miseri mezzi senza riflettere sul fatto che l'etica da anni lo ha abbandonato per trasferirsi in altri lidi disposti ad accoglierla con più rispetto.
Eppure ci si riempie bocca di divieti e di imposizioni, si tende a regolamentare ogni più piccolo respiro (e noi italiani ringraziamo, perchè così la nostra fantasia nell'agirare le regole sarà costantemente in attività).
Ormai è passato il messaggio per cui nessuno è più in grado di avere un comportamento corretto di per se, senza che ci sia un grande fratello che lo controlli e che sia a sua volta controllato. Se è così propongo di abolire il titolo di onorevole per i parlamentari o di estenderlo anche agli impiegati che transitano per i tornelli. Non vedo la differenza.




permalink | inviato da Efesto il 5/3/2009 alle 0:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa


3 marzo 2009

Lavori in corso





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1 marzo 2009

Incompresi e derisi. Inchiodati qui.



Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule !
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid !
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait !

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

Charles Baudelaire, L'albatros

Spesso, per divertirsi, gli uomini dell'equipaggio
catturano gli albatros, grandi uccelli marini
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli amari flutti .

Appena deposti sulle assi della tolda
questi re dell'azzurro, maldestri e impacciati
lasciano pietosamente le loro grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a sè.

Quel navigante alato, com'è ora goffo e fiacco!

Lui, prima così bello, quant'è ridicolo e brutto!
Uno tormenta il suo becco con un mozzicone acceso,
l'altro mima, zoppicando, l'infermo che volava.

Il Poeta assomiglia al principe delle nubi
che sfida la tempesta e sbeffeggia l'arciere;
esiliato al suolo in mezzo al baccano
le sue ali di gigante gli impediscono il cammino.




permalink | inviato da Efesto il 1/3/2009 alle 22:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


1 marzo 2009

Comunicazione di servizio

Ultimamente il Cannocchiale mi sta dando problemi.
Spesso non ricevo più le notifiche dei commenti via mail e non mi si aggiorna il contatore dei commenti ai singoli post. Quindi penso che non ci siano messaggi e di conseguenza rispondo in ritardo. E se per caso il post è più datato non mi accorgo dei commenti. La cosa è spiacevole (eufemismo!).
Il cannocchio ce l'ha con me o capita anche a voi?

PS:
Ecco, appunto: ho appena scoperto (h. 13,30 di domenica) che questo post ha 9 commenti ma il contatore segna ancora un tristissimo 0 e non mi è arrivata neanche una mail.....
Cambierei anche piattaforma ma solo se fosse possibile trasportare di la tutti i post e i relativi commenti, mi dispiarecerebbe perdermi il diario nell'etere. Suggerimenti?????




permalink | inviato da Efesto il 1/3/2009 alle 0:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


27 febbraio 2009

Tutti a casa, Roma chiude!

Quando me l'hanno detto non ci potevo credere. Ho pensato alla solita boutade, e invece è così, Alemanno ci ha messi a dieta!
Dopo l'una di notte niente più cornetti caldi, gelato, pizza o una birra tra amici - magari dopo il teatro o all'uscita del cinema.
Tutti a casa, Roma chiude!
Roma, questa città che non riesce proprio a togliersi di dosso il suo provincialismo! Che tristezza !
Un paio di anni fa, proprio in questo periodo, sono andata a Berlino.
Sono rimasta affascinata dall'aria di libertà che si respirava, dall'idea che la città fosse vissuta in ogni momento, senza limiti. Tutto è permesso, si mangia ovunque e in qualsiasi momento, si può andare in giro in bicicletta perchè ci sono ovunque piste ciclabili e gli automobilisti ti rispettano, si può addirittura salire sull'autobus o sulla metro con la bici. Pare che li il principio che la tua libertà inizia dove comincia quella degli altri sia applicato.
Qui da noi invece SI DEVE VIETARE!!!!!!
Alemanno ha deciso per il coprifuoco.
Alemanno ha deciso che i romani dovranno essere tutti cenerentole. Non ci saranno più i genitori ai dire ai figli che devono tornare a casa a mezzanotte, ci ha pensato il Sindaco. E se sei un adulto responsabile che vuole vivere la città di notte, rassegnati: c'è l'interdetto del primo cittadino!
Roma, non avere più velleità cosmopolite: ALEMANNO HA DECISO CHE DEVI DORMIRE.




permalink | inviato da Efesto il 27/2/2009 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


26 febbraio 2009

Una nuova teologia della natura

In questi giorni mi sto interessando al dibattito aperto dal teologo Vito Mancuso. L’idea che propone è quella di  un Concilio Vaticano III dal quale dovrebbe derivare un nuovo rapporto tra l’uomo cattolico e la natura, così come dal Concilio Vaticano II ne è derivato un nuovo rapporto con la storia che ha consentito ai cattolici di mediare le contraddizioni dei tempi moderni. “La svolta positiva che il Vaticano II ha introdotto nel rapporto tra cattolici e storia, deve essere estesa al rapporto con la natura. (….) Il criterio è quello indicato dal Concilio nel punto 7 della dichiarazione Dignitatis humanae: «Nella società va rispettata la consuetudine di una completa libertà, secondo la quale all' uomo va riconosciuta la libertà più ampia possibile, e non deve essere limitata se non quando e in quanto è necessario». Se questa libertà, come insegna il Concilio, deve essere garantita agli uomini nel rapporto con Dio (che è il bene più prezioso che c' è), è evidente che una sana teologia non può non estenderla anche alla deliberazione degli uomini sulla propria vita naturale mediante il principio di autodeterminazione.”

Credo di aver capito questo: così come Dio, da cui promana ogni cosa, non è diretto artefice degli avvenimenti della storia perché l’uomo, nella sua capacità di autodeterminarsi, è creatore del proprio destino, allo stesso modo anche il rapporto con la natura deve essere ripensato mettendo al centro il principio di autodeterminazione dell’uomo.

Mancuso interpreta in questo modo lo spirito del Concilio vaticano II: “Tale spirito consiste in un rinnovato rapporto della Chiesa col mondo, nel senso che nel leggere la storia del mondo è subentrata la categoria di laicità, giungendo così a riconoscere l' autonomia della storia, della politica, della ricerca scientifica, della società civile. La mano di Dio non è più pensata come direttamente coinvolta nella storia, la quale ha una sua autonomia e deve essere lasciata libera di autodeterminarsi: è da questa nuova teologia che è scaturita una relazione più serena e più amichevole col mondo. Se ai nostri giorni la Chiesa sembra talora tornata quella della Contro-riforma (..) questo lo si deve in gran parte a un' antiquata teologia della natura che ancora governa la dottrina, incapace di assumere il principio di laicità introdotto dal Vaticano II a proposito della storia.

Ritengo che riflessioni pacate come questa dovrebbero essere  tenute in considerazione dai nostri politici che invece temono di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e arretrano su posizioni di comodo che rassicurano la loro coscienza.

Nota: Il Corsivo è tratto da  "Cattolici, pensiamo a un Concilio Vaticano III” Repubblica — 25 febbraio 2009.




permalink | inviato da Efesto il 26/2/2009 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


20 febbraio 2009

senza titolo

Perchè attendere ancora
dopo l'ultimo vano tentativo,
il futuro non mi appartiene più,
cerco altrove l'oblio.

I giorni sono cloni
di un ultimo, sterile risveglio.




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18 febbraio 2009

Incomprensioni

 

Non riesco proprio a capirla questa strana società italiana. Il festival di San Remo ne rappresenta uno spaccato interessante. Ieri sera la gente ha acclamato l’intervento di Benigni sull’amore, etero o omosessuale senza distinzioni, e dopo poco tempo, ha applaudito Povia e contestato Grillini. Mentre sto scrivendo si sta esaltando per la P.F.M. che omaggia De Andrè.

L’hanno convinta che Benigni sia un mostro sacro e quindi accetta supinamente tutto quello che dice perché è un grande intellettuale, e ride alle battute perfide su Berlusconi. C’è la standing ovation per gli attacchi al premier, quello stesso premier che viene adorato per il suo carisma. Anche De Andrè viene commemorato come uno dei più grandi musicisti e poeti italiani, e giù applausi anche se quello che scrive non è proprio in linea con le idee della maggioranza. Non si possono battere le mani al ritmo de “il pescatore” e nello stesso tempo condividere posizioni intransigenti che inneggiano alla tolleranza zero contro i diversi da noi.

Questa confusione mi confonde e mi deprime. Potrei pensare di organizzare il funerale per la morte dello spirito critico, ma credo che ci abbia già abbandonati da molto tempo.

De André, "Il testamento di Tito"




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17 febbraio 2009

THE DAY AFTER

 Oggi i giornali, i siti web, i blog sono pieni di riflessioni, attacchi, critiche, analisi politiche più o meno approfondite, interviste e lacrime di coccodrillo.

C’è chi da la responsabilità a Veltroni, chi dice che non è colpa sua benché non sia stato in grado di far decollare il progetto del Partito Democratico, chi sottintende il complotto e il voto disgiunto per nascondersi dietro al solito dito.

Veltroni ha messo il suo mandato a disposizione: che le dimissioni si accettino o si respingano, niente ipocrisia dell’impegno degli oligarchi per la gestione collegiale. E’ un altro modo per continuare a fare l’equilibrista e non prendere decisioni.

Il problema, a mio sommesso parere, è proprio questo. Il PD, da quando è stato fondato, non ha mai definito nulla. Ha giocato a rimpiattino con la maggioranza attestandosi su quella che Crozza ha, immediatamente ed in modo arguto, denominato la politica del “ma anche”. Si è rivolto ai laici lasciando che i teodem intessessero la loro rete, ha perso credibilità a sinistra senza prendere atto che i cattolici a destra hanno diverse case dove collocarsi. Ha abdicato a rivendicare qualsiasi tipo di ideologia, è tracollato sulla questione morale, annaspa tra iniziative liberali ed appoggi a provvedimenti antidemocratici.

Veltroni era partito bene col discorso di Torino, qualcuno di noi ci aveva anche creduto. Il problema è che non ci ha creduto lui, o forse non ce l’ha fatta. All’interno di questa strana ameba ci sono forze in campo che non poteva dominare. La mia stima, per quanto possa valere, perché comunque ci ha provato.

Credo che il fallimento del PD sia senza ritorno. Continuo a sostenere che l’Italia non sia ancora matura per il bipartitismo. Mi viene da ridere quando si invoca come valore primario la stabilità politica: quello che conta è una leadership capace di far crescere un paese. L’esperienza di questi ultimi venti anni ha dimostrato che la frenetica ricerca dell’unità dei due poli ha scatenato una divisione netta del paese. Le forze in campo si contrastano, si insultano, tendono a prevaricare, con buona pace dello sviluppo dell’Italia. Mi duole ammetterlo, ma quando c’è era il pentapartito quanto meno le forze in campo si bilanciavano e nessuno poteva sentirsi legibus solutus.

I particolarismi nel nostro paese erano e sono tuttora radicati: il nord e il sud sono realtà diverse e inconciliabili, i laici e i cattolici si sbranano su questioni etiche, le forze politiche che, in linea di principio potrebbero appartenere ad una stessa area politica, continuano con i loro distinguo a mantenere le distanze tra di loro. Nel PDL un leader carismatico – figura così amata dall’italiano – riesce a costringere tutti nel loro recinto. Nell’accozzaglia di leader sopravvissuti dall’altra parte nessuno è disposto a fare un passo indietro.

Veltroni potrà anche dimettersi, ma non cambierà assolutamente niente. L’Italia è fondamentalmente un paese di centro destra. Ci sono stati alcuni momenti, anche esaltanti, in cui si è pensato che l’Ulivo avrebbe potuto realizzare il grande progetto dell’unità del centro sinistra. In realtà nel nostro paese non può esistere per definizione il centro sinistra perchè continuano ad esserci le stesse divisioni che hanno caratterizzato la politica dal dopoguerra: c’è chi è a sinistra, chi con varie sfumature si posizione in un grande centro informe che tende a dominare e chi sta a destra. Prendere i voti del centro è solo una illusione.

Francesco De Gregori, Pezzi




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15 febbraio 2009

Attenti al cane!

Un paio di giorni fà è stata data la terribile notizia che un bimbo di meno di un anno è stato aggredito e ucciso da uno dei due cani di casa, un mastino napoletano.
Le informazioni sono state contraddittorie: il cane aveva dato precedenti segnali di aggressività, il cane è sempre stato buono ed affidabile. Insomma, per farla breve, come ogni volta accade in questo paese di sensazionalismi, a seguito di qualche episodio drammatico parte la caccia alle streghe.
Conclusione tratta dalle chiacchiere da bar: tutti i cani, essendo animali, sono potenzialmente pericolosi e devono essere tenuti alla larga dai bambini!
Eppure mi risulta che negli ultimi anni si sia diffusa la pet therapy ossia l'interazione tra l'uomo e l'animale, anche e soprattutto il cane, come ausilio per coloro che si trovano in difficoltà, siano essi anziani, bambini o disabili. Mi risulta che da sempre i cani offrano un servizio eccellente per i non vedenti.
Giungo alle conclusioni: mi è stato detto che il Muso, essendo un animale e come tale incontrollabile, deve essere tenuto lontano da mia nipote che ha, guarda caso, più o meno la stessa età del bambino morto a seguito dell'incidente. E' inutile dire che il Muso ed io siamo profondamente offesi. E' come dire che siccome un uomo ha violentato una donna tutti gli uomini sono potenziali violentatori. Che se un uomo è corrotto, siamo tutti corrotti, che se un uomo è un assassino siamo tutti killer.

In un attimo, e per una notizia comunque drammatica, si parte per la tangente e si arriva a conclusioni irrazionali. Mi dispiace per i cani, che da sempre hanno dimostrato la loro lealtà per l'uomo. Questo è il ringraziamente che viene loro dato dalla razza umana.




permalink | inviato da Efesto il 15/2/2009 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
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